«Vivo con un assegno da 230 euro al mese, per sopravvivere mangio una volta al giorno» | WebRadio Station

«Vivo con un assegno da 230 euro al mese, per sopravvivere mangio una volta al giorno»

«Vivo con un assegno da 230 euro al mese, per sopravvivere mangio una volta al giorno»

pensionatoWebRadio Station –  Vive  con un assegno sociale di 230 euro al mese. Con un avviso di sfratto che gli pende sulla testa, con le bollette che non riesce a pagare e con un conto della spesa da saldare con un supermercato. E’ la storia di Rino Cellini, pensionato di 65 anni che vice a San Ginesio, dove si è trasferito circa un anno fa.  «Nella vita ho fatto il muratore – inizia a raccontare Rino – e a luglio dello scorso anno, a 65 anni compiuti, sono andato in pensione. Ma all’Inps mi hanno detto che, a causa delle ultime riforme pensionistiche, non potevo percepire la mia mensilità prima di aver compiuto 66 anni e tre mesi. Devo quindi aspettare il prossimo mese di novembre: in quella dato avrò circa 500 euro. Così, dal luglio scorso, mi è stato riconosciuto un assegno sociale di 230 euro al mese. Viene versato a chi non ha reddito. Per me, come penso per chiunque, è impossibile vivere con questa cifra».

Rino Cellini, che non è sposato e non ha figli, è originario di Foligno. Prima di andare in pensione, viveva a Porto Sant’Elpidio e aveva trovato un’occupazione in una casa di cura privata. Poi si è trasferito a San Ginesio, dove ha trovato una casa in affitto a poco prezzo. Poi è arrivata la mazzata della pensione e le cose si sono aggravate. La lista degli impegni a cui non riesce a far fronte è lunga e ogni mese il conto aumenta. «Dopo i primi mesi – continua nel suo racconto – sono iniziate le difficoltà. Da settembre del 2013 non riesco più a pagare l’affitto. Ho accumulato un debito con il proprietario di 1.200 euro fino ad ora. Il proprietario, che ha capito la mia situazione, mi ha inviato un preavviso di sfratto. Ma anche lui vuole essere pagato. Se mi manda via, dove vado a dormire?»

Ci sono poi le bollette: acqua, luce e metano. In tutto, circa 600 euro. «All’acqua e alla luce – spiega Cellini – forse riesco a far fronte, ma il conto del metano è di 460 euro. Mi è stata concessa la rateizzazione, ma se pago la rata di 150 euro, come sopravvivo poi?» C’è anche il buon cuore del titolare di un supermercato, che gli concede di fare la spesa. Il conto, però, è arrivato a circa 400 euro. «Ogni tanto la spesa la pago, ogni tanto il titolare la mette in conto. Dai servizi sociali non arrivano più neanche i pacchi alimentari. Non mi vergogno a dirlo: spesso mangio una volta al giorno, anche per poter far sopravvivere il mio cane», dice Rino con voce commossa.

Ma non è finita qui. Poco dopo essere arrivato a San Ginesio, si è rotta anche l’auto, che ora è ferma da un meccanico a Passo San Ginesio. «Con il mezzo mi potevo spostare e fare anche qualche lavoretto per racimolare qualche decina di euro e andare avanti. Ma ora non riesco ad aggiustarla. Chiedo un aiuto, anche delle istituzioni, che finora hanno solo fatto tante promesse. Cosa devo fare, vendere un rene?».

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