Brasile, invasione di prostitute. Le suore: “Pronte a fermare i Mondiali” | WebRadio Station

Brasile, invasione di prostitute. Le suore: “Pronte a fermare i Mondiali”

Brasile, invasione di prostitute. Le suore: “Pronte a fermare i Mondiali”

baby-squillo-01WebRadio Station – “Dobbiamo rendere consapevoli le persone di quanto accade ai margini dei grandi eventi mondiali come i mondiali di calcio” perché “senza questa consapevolezza e senza agire insieme in favore della dignità umana, le finali della coppa del mondo possono risultare una terribile vergogna invece che una festa di per l’umanità”. E’ suor Carmen Sammut, presidente dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg), a spiegare le ragioni della campagna di Talitha Kum (rete internazionale della vita consacrata contro la tratta di persone) presentata oggi in Vaticano in vista del mondiale di calcio Brasile 2014 e intitolata “Gioca per la vita, denuncia la tratta”.

La campagna contro la tratta di persone che lanciamo ufficialmente con questa Conferenza Stampa manifesta la sintonia della vita consacrata con il sentimento del nostro Santo Padre di fronte a questo crimine che egli stesso definisce una ‘piaga nel corpo dell’umanità contemporanea, una piaga nella carne di Cristo'”, ha detto il cardinale Joao Braz de Aviz, porporato brasiliano di Curia nonché prefetto della congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, il dicastero vaticano responsabile dei religiosi di tutto il mondo. “E’ lui – ha aggiunto – che ci spinge ed incoraggia ad unire le nostre forze per il sollievo di chi è coinvolto in questo fenomeno”.

I religiosi e le religiose “si trovano in tutto il mondo impegnati nella loro missione in mezzo a tutte le forme di povertà e toccano con le loro mani, l’umiliazione, la sofferenza, il trattamento inumano e degradante inflitto a donne, uomini e bambini di questa schiavitù moderna” per questo la campgna “è stata costituita dall’Unione Internazionale di Superiore Generali inizialmente come un progetto di ‘Religiose contro la tratta di persone’ e poi, nel 2009, come una Rete Internazionale di Vita Consacrata Contro la Tratta di Persone”. Dopo cinque anni, ha detto da parte sua suor Estrella Castalone, coordinatrice di Talitha Kum, la campgna “comprende 24 reti che rappresentano 79 paesi con oltre 800 religiose/religiosi di 240 congregazioni coinvolti, tutti impegnati a fermare la tratta di persone”. Presente alla conferenza stampa moderata dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, anche Antoinette C. Hurtado, Secondo Segretario dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede, che, a nome dell’ambasciatore Kenneth Francis Hackett, ha manifestato il sostegno dell’amministrazione Usa per l’iniziativa sostenuta, anche finanziariamente, dagli Stati Uniti.

A fornire i dettagli della campagna è stata, nel corso della conferenza stampa, suor Gabriella Bottani, comboniana italiana che abita in Brasile e coordina oltre 250 religiosi che sono direttamente coinvolti in questa campagna con i loro partners laici. La Rete “Um Grito pela Vida”, ha spiegato, “è presente in Brasile in 19 dei 26 Stati Federali, è membro di Talitha Kum e agisce sia a livello locale che nazionale e internazionale. E’ divisa in nuclei di religiose, religiosi e laici impegnati nella pastorale e collabora attivamente con organizzazioni ecclesiali, governative e non governative. Promuove azioni preventive di presa di coscienza e formazione, sostiene le persone che denunciano la tratta, segue il reinserimento psico-sociale delle vittime e partecipa alla definizione di linee politiche e di progetti sociali”.

La Campagna della Fraternità “svolge un’azione capillare che coinvolge tutte le comunità cristiane in percorsi di formazione che offrono strumenti e competenze per riconoscere, identificare e denunciare le diverse situazioni di tratta”. Le persone trafficate in Brasile, ha precisato, “sono per la maggior parte donne giovani, originarie di famiglie povere, con bassi livelli di studio. La finalità principale è lo sfruttamento sessuale. Nel contesto latinoamericano e caraibico il Brasile è un paese con un´ alta percentuale di turismo a scopo sessuale e questo incide significativamente sul fenomeno dello sfruttamento della prostituzione soprattutto minorile e spesso apre le porte al traffico interno o internazionale. Secondo il Ministero della Giustizia Brasiliano, la mancanza di conoscenza della realtà della tratta di persone da parte della popolazione e la scarsa informazione veicolata dai mezzi di comunicazione, sono tra le principali cause che la rendono un fenomeno poco visibile, quasi impercettibile. Inoltre, nelle campagne pubblicitarie, le donne vengono prevalentemente presentate come oggetti di piacere sessuale e consumo, all´interno di un sistema socioeconomico centrato sulla logica esclusiva del mercato, dove il lucro è spesso al di sopra delle persone. Questo favorisce l’azione di chi, offrendo false promesse di lavoro e di vita migliore, alimenta il ricco commercio di persone”.

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