La “nave della della legalità” e migliaia di studenti oggi ricordano Falcone | WebRadio Station

La “nave della della legalità” e migliaia di studenti oggi ricordano Falcone

La “nave della della legalità” e migliaia di studenti oggi ricordano Falcone

naveWebRadio Station – Si commemora oggi il giudice Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci il 23 maggio 1992, con la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta. È arrivata al porto di Palermo, salutata da decine di palloncini lanciati in aria, la “nave della Legalità” con a bordo 1500 ragazzi salpati ieri sera da Civitavecchia per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta uccisi nella strage di Capaci. L’iniziativa è organizzata dal Miur in collaborazione con la fondazione Falcone.

I ragazzi che erano a bordo indossano le magliette di Sigillo, il progetto che coinvolge laboratori tessili in 14 istituti penitenziari. Tremila gli studenti che li hanno accolti al porto di Palermo insieme a Pif e Maria Falcone, presidente della fondazione Falcone. «Il 23 maggio – ha detto la sorella del giudice – deve essere il giorno della riscossa contro la mafia». Sulla nave presenti il ministro dell’istruzione Giannini, il presidente della commissione nazionale antimafia Bindi, il presidente della Corte dei Conti Squitieri, il procuratore nazionale antimafia Roberti, il procuratore di Catania Salvi, il vicepresidente di Confindustria Ivanhoe Lo Bello e il presidente Rai Anna MariaTarantola. A Palermo è arrivata anche una delegazione di studenti americani provenienti da New York e Washington. 

Aereo della legalità. Stamattina è atterrato all’aeroporto ”Falcone e Borsellino” di Palermo ”L’aereo delle legalità” partito ieri da New York con a bordo un gruppo di studenti americani che oggi parteciperanno all’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo alle commeorazioni per il 22esimo anniversario della strage di Capaci. I giovani sono stati accolti dall’assessore alle Attività produttive del Comune di Palermo, Giovanna Marano e dal Presidente della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto, Fabio Giambrone con uno striscione con su scritto: ”Insieme per non dimenticare”. «E’ il modo più corretto per ricordare, a distanza di 22 anni, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta insieme ai ragazzi provenienti da New York nell’aeroporto che porta proprio il nome di Falcone e Borsellino», ha detto Giambrone. Gli studenti, accompagnati da due insegnanti, tra cui una italoamericana, saranno trasferiti al porto di Palermo ad attendere la ”Nave della legalita”.

Renzi. «23 maggio, pensando a Vito, Rocco, Antonio. A Francesa. A lui, Giovanni, che educava noi studenti a combattere la mafia»: così il premier Matteo Renzi su twitter, nella ricorrenza del 22esimo anniversario della strage di Capaci. Il tweet si conclude con #ionondimentico.

Il processo Capaci bis. Nel giorno della commemorazione del giudice Giovanni Falcone, si apre oggi a Caltanissetta il processo ”Capaci bis” che dovrà giudciare cinque boss accusati di avere svolto un ruolo nella strage del 23 maggio 1992. Alla sbarra i boss Cosimo Lonigro, Salvatore Madonia, Giorgio Pizzo, Vittorio Tutino e Lorenzo Tinnirello. Altri quattro imputati hanno optato invece per il rito abbreviato, tra questi il pentito Gaspare Spatuzza, sulle cui rivelaizoni è fondata la nuova tranche del processo Capaci.

Napolitano. «Prevenire soprattutto la corruzione che è la principale fonte di cedimento verso le mafie»: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, salutando ieri a Civitavecchia gli studenti della Nave della legalità in partenza per Palermo, ha molto parlato della necessità di contrastare la criminalità organizzata, commuovendosi al ricordo dell’assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A bordo 1.500 studenti, ai quali il capo dello stato, prima della partenza, ha raccomandato di «puntare anche sulle armi della scuola per combattere la criminalità organizzata. Per vincere la mafia bisogna studiare, capire, impegnarsi ed entusiasmarsi. Bisogna combattere tenacemente. Noi – ha detto Napolitano ai ragazzi – contiamo su di voi per un’Italia migliore».

Il capo dello Stato si è soffermato a lungo sul ruolo dello Stato: come la mafia impara dai proprio errori, «anche lo Stato deve essere capace di rinnovare le sue strutture e la sua azione di lotta. Ce la stiamo mettendo tutta» ha assicurato, citando i «molti colpi alla mafia e i molti capi che sono in galera e ci rimarranno. L’obiettivo di veder sparire la mafia non è ancora vicino – ha aggiunto – ma di strada ne abbiamo fatta molta grazie alla magistratura, alle procure antimafia, alle forze di polizia, ai governi che più hanno sentito il problema, contribuendo con efficaci provvedimenti a combattere la mafia».

Pietro Grasso. Sulla nave insieme agli studenti sono saliti anche il presidente del Senato, Pietro Grasso e il ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, promotrice insieme alla ”Fondazione Giovanni e Francesca Falcone” dell’iniziativa che si ripete dal 2006 ogni anno. I giovani che partecipano ai viaggi della legalità, ha detto Grasso, «si sentono parte di un esercito, l’esercito dell’antimafia, della speranza. Per me ogni anno questo è un momento importante – ha detto ancora la seconda carica dello Stato – perché stando con voi mi sento più forte, più ricco e ciò mi aiuta a capire, a sognare una speranza per il futuro».

Due cortei a Palermo confluiranno verso l’Albero di Falcone: «Davanti a quell’albero penso che voi come me – ha detto Grasso rivolgendosi ai ragazzi – sentirete un brivido ma anche una brezza che muove le foglie di quell’albero, quasi a darci un segnale della presenza dei caduti. Facciamo che questa brezza diventi un vento forte che scacci i dubbi e le perplessità e faccia riemergere il coraggio e l’indignazione per poter andare avanti».

Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, al suo primo viaggio sulla Nave della legalità, ha colto l’occasione dell’inconsueta presenza del Capo dello Stato al porto di Civitavecchia per accendere i riflettori sul ruolo della scuola. «È questo il momento – ha detto – di investire formalmente la scuola di compiti che vanno oltre la classe dandole mezzi, sostegno e fiducia che forse sono mancati negli ultimi anni. Sappiamo che lei – ha concluso il ministro rivolgendosi a Napolitano – è dalla nostra parte».

Franco Roberti. Il procuratore nazionale antimafia,Franco Roberti, salutando gli studenti alla partenza, ha acceso invece i riflettori sullo stretto rapporto esistente tra disoccupazione e tasso di criminalità: «Le mafie purtroppo distribuiscono ricchezza parassitaria sfruttando le mancate risposte delle istituzioni alla domanda di lavoro legale» ha detto. E ha aggiunto che «non bastano i valori della cultura, è inutile parlare ai giovani se lo Stato non dimostra chi è davvero contro le mafie».

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