Europee: trionfa il PD, crolla Grillo. FI al 16% | WebRadio Station

Europee: trionfa il PD, crolla Grillo. FI al 16%

Europee: trionfa il PD, crolla Grillo. FI al 16%

renzivsgrilloWebRadio Station – Il Pd di Matteo Renzi vince le elezioni europee, davanti a M5s che ottiene un risultato lusinghiero ma comunque nettamente inferiore alle aspettative che lo stesso Grillo aveva prospettato; Forza Italia non raggiunge la soglia del 20% mentre Ncd di Angelino Alfano supera la soglia del 4%, anche se di poco.

Questo il quadro dei risultati delle elezioni europee quando sono state scrutinate 60.271 sezioni su 61.592.

I dati Ecco i risultati quasi completi diffusi dal Viminale: Pd al 40,89% e M5S al 21,11% quando sono stati scrutinati i risultati elettorali di 61.041 sezioni su 61.592 per le Europee. Seguono Forza Italia (16,77%), Lega Nord (6,20%), Ncd-Udc (4,37%), L’altra Europa con Tsipras (4,03%), Fratelli d’Italia (3,65%), Verdi Europei (0,89%), Scelta Europea (0,71%), Italia dei Valori (0,65%), Svp (0,50%) e Io Cambio-Maie (0,17%). È stata del 58,69%, invece, l’affluenza definitiva alle urne registrata in Italia. Lo ha reso noto il ministero dell’Interno, quando mancano ancora alcuni comuni. Nelle europee del 2009 – quando si votò in due giorni – l’affluenza alla stessa ora è stata del 66,5%. Il calo è quindi pari a circa 8 punti percentuali.

L’euroscetticismo non sfonda L’altro dato è che nonostante l’avanzata dei movimenti euroscettici (M5s, Fdi e Lega), la maggior parte degli elettori hanno sostenuto partiti a favore dell’Ue. Seppur con impostazioni di politica economica contrapposti. L’incubo soglia Ma una frazione di punto può separare il paradiso dall’inferno: chi supererà il 4% manderà a Strasburgo 3-4 deputati, mentre chi non la raggiungerà rimarrà a bocca asciutta. I risultati hanno innanzitutto un valore in sede europea ma anche un significato sulla politica nazionale. Sul primo versante il Pd, se queste percentuali verranno confermate, sarà la prima delegazione all’interno del Pse, potendo così imporre la propria linea che mira a spingere su politiche di sviluppo, per altro ampiamente condivise tra i socialisti.

Crollo di Forza Italia Viceversa Fi si vedrà assai ridimensionata dentro il Ppe. Grillo poi, che potrebbe mandare in Europa una ventina di deputati, dovrà finalmente dire quello che non ha finora detto: in quale gruppo si collocherà e per quale candidato alla presidenza della Commissione voterà. Anche se sembra scontato il no ad accordi con Le Pen. La maggioranza Per quanto riguarda i riflessi sulla politica interna, l’aspettativa creata da Grillo di una vittoria di M5s che sarebbe stato il trampolino per un cambio tanto al Quirinale che ha palazzo Chigi, è andata delusa. Avendo posto l’asticella molto in alto Grillo perde. Il risultato consegna invece una vittoria del Pd del premier Renzi; gli elettori avrebbero privilegiato la stabilità: «se confermato – ha detto Deborah Serracchiani – è un risultato straordinario». Ma non sono andati bene gli altri partiti di governo, con Ncd che supera la soglia del 4% di poco (Scelta civica ‘ addirittura sotto l’1%). Qualora il partito di Alfano dovesse fallire la soglia, significherebbe che il profilo non di sinistra di Renzi sarebbe in grado di rubare elettori anche ai partiti moderati alleati del Pd, creando una «competition» pericolosa all’interno della maggioranza. Questo potrebbe creare fibrillazioni dentro la stessa maggioranza sulle riforme, tanto costituzionali che economiche; i contrasti sul decreto lavoro visti prima delle urne si moltiplicherebbero su altri provvedimenti. Infine Forza Italia inchiodata al suo minimo storico: Berlusconi nelle ultime settimane ha addirittura ipotizzato uno suo ritorno al governo.

Riforme a rischio? Ma con le riforme si è visto che c’è una componente favorevole alla rottura e a una politica di opposizione forte a Renzi. Tutto dipenderà dalla capacità di Berlusconi di reimporre la propria leadership.

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