Primo giorno di scuola, il governo si mobilita | WebRadio Station

Primo giorno di scuola, il governo si mobilita

Primo giorno di scuola, il governo si mobilita

Scuola: il sottosegretario Del Rio a Reggio EmiliaWebRadio Station – Primo giorno di scuola per gran parte degli studenti italiani: l’anno 2014/2015 inizia oggi in una quindicina di regioni. Un rientro in classe che coincide con l’avvio della consultazione (sul sito www.labuonascuola.gov.it) sulle Linee guida per la scuola varate dal Governo la scorsa settimana. E con le proteste degli studenti che annunciano flash mob davanti alle scuole.

Cari ragazzi buon primo giorno. Oggi comincia l’anno de #labuonascuola. Partecipate anche voi su http://www.labuonascuola.gov.it”. Così il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, di prima mattina su Twitter.

“Stiamo pensando che l’esame di maturità, che è il punto di sintesi della valutazione di un percorso di studi, costerà molto di meno e sarà più efficace se lo si restituisce agli insegnanti che seguono i ragazzi durante tutto l’anno. Questa è una delle idee che sta emergendo assieme a tante altre”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, a Uno Mattina su Rai Uno, sui cambiamenti a cui l’esecutivo sta pensando per l’esame di maturità. “Vorremmo che tutto il paese, tutto il mondo che guarda alla scuola con interesse, direi due terzi degli italiani o forse di più, facesse un clic a mezzogiorno, e da mezzogiorno fino al 15 novembre, sul sito ‘labuonascuola.gov.it’ e si esprimesse su questi temi. Noi decideremo tutti i provvedimenti alla fine”.

Anche i ministri saranno in classe per il primo giorno di scuola. I titolari dei dicasteri del governo Renzi hanno risposto all’appello del Premier e andranno ciascuno in un istituto, per lo più quello dove hanno studiato, per confermare, con la loro presenza, che l’Esecutivo in carica ritiene davvero la scuola una priorità.

Renzi sarà a Palermo nell’istituto scolastico intitolato a don Peppino Puglisi, dove già lo attende un centinaio di manifestanti tra edili edocenti precari che sta protestando a pochi metri dall’ingresso dell’Istituto. La polizia ha transennato la zona, gli agenti sono in tenuta antisommossa. Gli edili urlano “lavoro… lavoro”.

Il ministro Giannini resterà a Roma e visiterà una scuola della periferia romana, un istituto tecnico agrario.

Boschi nel suo paese di origine, a Laterina. “Comincia un’avventura nuova e bella che dura tutta la vita, la scuola poi finirà ma di imparare non si finisce mai”. Il ministro per le Riforme istituzionali, Maria Elena Boschi, si è rivolta così ai bambini della scuola Mameli, la stessa che lei ha frequentato, a Laterina, suo paese d’origine. I bambini hanno atteso il ministro schierati all’ingresso della scuola e hanno cantato per lei l’Inno di Mameli. Il ministro ha fatto un breve discorso spiegando ai bambini il suo lavoro e chiedendo loro di esprimersi su una materia che vorrebbero sia introdotta nella scuola: la musica, è stata la risposta di alcuni di loro. Dopodiché ha invitato i bimbi ad entrare in classe e cominciare a lavorare e lei stessa ha visitato l’edificio.

Blitz al Miur, appeso striscione ‘La scuola siamo noi’ – “Questa mattina all’alba abbiamo fatto un blitz davanti al Miur per appendere uno striscione con scritto ‘La scuola siamo noi!”. Lo annuncia Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete studenti medi, affermando che “la scuola siamo noi studenti, viviamo sulla nostra pelle tutti i suoi problemi, le sue contraddizioni e i suoi successi, ed è per questo che dobbiamo essere i protagonisti di questa rivoluzione. Vogliamo informare gli studenti, discutere ed elaborare insieme ed in maniera capillare il nuovo modello di scuola che vogliamo”. “Vogliamo – continua il portavoce – una scuola che abbia al centro i bisogni degli studenti, che sia un luogo inclusivo e non esclusivo, che sia una scuola veramente pubblica ed accessibile a tutti. Nel piano scuola non ci sono tutti questi aspetti, anzi alcuni ci preoccupano molto. Nel piano scuola non abbiamo visto nessun cenno a molti temi fondamentali per una vera rivoluzione della scuola: riforma dei cicli, legge nazionale per il diritto allo studio, orientamento in entrata e in uscita. Noi vogliamo portare questi temi all’attenzione del dibattito e nel Piano Scuola.” “Oggi – conclude il portavoce – comincia la scuola ed il nostro autunno di informazione e mobilitazione studentesca. Saremo davanti alle scuole di tutta Italia, oggi, prima dell’inizio delle lezioni per far scrivere agli studenti le loro idee su cosa e come vogliono studiare in classe, su come vogliono essere valutati e che cosa vogliono fare all’interno delle loro scuole aperte il pomeriggio per poi spedirle a Matteo Renzi e al Stefania Giannini. Continueremo tutti i giorni nelle nostre classi e nelle nostre città fino ad arrivare al 10 ottobre. Continueremo a dire nelle nostre piazze che noi siamo la grande bellezza di questo paese e dobbiamo essere ascoltati!”.

Giannini: solo commissari interni per esame maturità – Nel giorno della riapertura delle scuole, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini torna sulle novità in arrivo per l’esame di Stato e, intervistata dal Mattino e Repubblica, annuncia una commissione tutta interna e cambiamenti per quanto riguarda le tesine per la maturità. “Vanno ridotti – dice Giannini al Mattino, che dedica all’ intervista al ministro il titolo d’apertura di prima pagina – i costi delle commissioni esterne, al limite ci sarà solo un presidente esterno”.

Riflette anche sulla prima prova: “la trovo inutilmente complessa, con una moltitudine di tracce che pochissimi svolgono”. E alla domanda su come potrebbe cambiare dice: “penso al modello del saggio breve: un riassunto su più fonti che dà strumenti per valutare lo studente”. Quanto alla tesina di maturità, è “un lavoro che già oggi viene svolto ma che andrebbe formalizzato e valutato”. Giannini torna anche sulla possibilità per i dirigenti scolastici di scegliere i docenti: “immaginiamo una maggiore autonomia delle scuole nella costruzione della squadra”. Ed annuncia novità anche per quanto riguarda l’ingresso all’ università: “il sistema cambierà”. “Ci ispireremo al modello francese con ingresso libero all’università e selezione successiva”.

Sulle pagine di Repubblica, Giannini si sofferma sulla consultazione online sulla riforma: “offriremo un sito a chiunque voglia esprimersi sulla nostra riforma”. Il ministro annuncia anche “un ciclo di incontri con le scuole, i presidi, i provveditori”. E alla domanda se il governo sentirà anche i sindacati risponde: “certo, non escludiamo i sindacati, solo non li riteniamo più interlocutori privilegiati. Con l’autunno le trattative partono”. I finanziamenti per le scuole private? “Ci saranno”. “La fuga di un milione di studenti verso le statali ci farebbe chiudere la scuola italiana”.

Condividi
  • Print
  • Digg
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • RSS

Lascia un Commento

Si deve essere il log in per inviare un commento.