Sfiducia Day, Grillo: “Tra mafioso e uomo d’affari nessuna differenza” | WebRadio Station

Sfiducia Day, Grillo: “Tra mafioso e uomo d’affari nessuna differenza”

Sfiducia Day, Grillo: “Tra mafioso e uomo d’affari nessuna differenza”

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Sfiducia Day, Grillo: "Tra mafioso e uomo d'affari nessuna differenza"

Nella giornata dello “Sfiducia Day”, manifestazione allestita a Palermo davanti al Parlamento regionale, per raccogliere le firme in modo da sfiduciare il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, davanti ad una piazza piena di persone, attivisti e simpatizzanti del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo arrivato in serata ha voluto attaccare i poteri forti parlando soprattutto di Mafia, forse in vista dell’imminente deposizione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. “Siamo di nuovo qua – tuona dal palco l’ex comico genovese – come due anni fa che ce la raccontiamo tra di noi con io che arrivo a nuoto, “mandiamoli a casa a casa tutti”, “raccogliamo le firme”, e poi questo paese è immobile e siamo di nuovo qua a raccontarcela. Io non so come affrontare questa serata perché dipende tutto da quello che dico io adesso e se mi scappa una frase, una parola i mezzi di comunicazione sono già pronti, sono pronti a smembrare il significato di questa serata, cercano un titolo per aprire poi i telegiornali con “grillo ha detto”, “grillo ha fatto”, “grillo è a favore della mafia”, le solite cose che dicono quando io vengo qua. Io cercherò di parlare molto calmo senza dire nemmeno una parolaccia. Voglio che state tranquilli, dobbiamo dare un senso di pace che proviene da quest’isola, che non sia una pace eterna ma che sia una pace precaria”. Di seguito i temi toccati dal leader del Movimento 5 Stelle nella prima parte dell’intervento, senza censure e in versione integrale.

Le compagnie aeree low-cost straniere vengono qua e dettano legge – “Io già per arrivare qua ho subito un qualcosa che non riesco neppure a capire. Ho preso due aerei, per fare la tratta Roma-Palermo, tutte le tratte italiane sono ormai in mano a compagnie straniere. E’ come oggi in Italia, abbiamo fatto aeroporti attaccati uno all’altro. Le compagnie low-cost irlandesi, spagnole, francesi, tedesche, vengono qua e dettano il loro codice, vanno in un’aeroporto e dicono: se voi mi finanziate con quattro, cinque, sei milioni di euro. Siamo sotto ad un ricatto della globalizzazione, ma di quale globalizzazione stiamo parlando? Andiamo in Spagna a vedere se c’è Madrid-Barcellona condotta da una tratta aerea con equipaggio italiano, non esiste! Qui il trasporto aereo che dovrebbe essere lo sviluppo dell’isola, è in mano al ministero delle infrastrutture. E’ chiaro che ungi qua, ungi là e si prendono tutto il mercato”.

Borsellino fatto fuori con un tritolo che arrivava da Roma – “Io quest’isola me la sono girata tutta con un camper, ci ho messo il cuore in quest’isola ma se non interessa a voi non interessa nemmeno a me, voglio dire che vorrei capire cos’è quest’isola qua, se è ricca se è povera. Qui c’è tutto e il contrario di tutto, qui ci sono i fichi d’india, ci sono i gelati, le cassate e ci sono i morti ammazzati. Ci sono i morti ammazzati per mafia, ci sono i Falcone e i Borsellino, ma Borsellino è stato fatto fuori con un tritolo che arrivava da Roma, Falcone la logistica dei suoi spostamenti veniva fatta da Roma. Siete autonomi senza autonomia, siete ricchi e siete poveri, ma voi avevate delle persone straordinarie qua, è un Far West oscuro la Sicilia e allora un’entità ve la dovete riprendere”.

I Mezzi di informazione stanno chiudendo uno dopo l’altro – “Io questa sera sono venuto qua per dire delle cose precise perché ci tengo, anche ai mezzi di informazione che sono qui e che fortunatamente stanno chiudendo uno dopo l’altro, è una piccola soddisfazione che ci prendiamo non andando nei talk-show e i talk-show vanno a bagno proprio perché noi non ci andiamo. Siamo la controparte non possono fare dei contraddittori senza la controparte che son tutti d’accordo tra loro così non ci andiamo”.

Cos’è oggi un’associazione a delinquere? – “Che cosa è diventato questo paese, che cosa pensate voi, la Mafia ancora la Mafia, avete fatto un coro “onestà” e che cos’è l’onestà? Io me lo sono chiesto e o ce l’hai o non ce l’hai, non la impari l’onestà. A me non scandalizza più di tanto chi ruba, mi fa però paura chi è disonesto intellettualmente. E’ la disonestà culturale di questo paese che è in ginocchio attraverso i mezzi di informazione. Le dico da vent’anni queste cose. La mafia è stata corrotta dalla finanza, la mafia non metteva bombe nei musei o uccideva i bambini nell’acido, la mafia aveva una sua morale, non c’è più niente, è stata corrotta dalla finanza, dai soldi, dalle multinazionali, dagli affari, e dov’è oggi? Cos’è oggi un’associazione a delinquere? Quando si dice “sciolto un comune per associazione a delinquere”, da chi è formata l’associazione a delinquere oggi? Ve lo dico io: da un uomo d’affari. Oggi tra un mafioso ed un uomo d’affari non c’è nessuna differenza, l’unica differenza è che il mafioso sa che è fuorilegge mentre il grande uomo d’affari si assolve perché è dentro il sistema che gli permette quelle cose lì. E allora dentro quest’associazione ci stanno un uomo d’affari un banchiere, un politico, un notaio, un commercialista, un poliziotto e un magistrato e a volte non c’è neanche il delinquente nell’associazione a delinquere. Quando sei dentro un sistema non te ne accorgi più, vai dentro il parlamento, si reputano galantuomini quelli che non rubano ma sono dentro un sistema che accettano ed è peggio quel galantuomo lì di quello che ruba”.

Noi avevamo vinto le politiche… – “Noi stiamo preparando questa classe politica che sono questi ragazzi qua, non sono io, ormai fanno più gente di me in piazza, parlano meglio di me e sono molto più informati perché sono nelle commissioni. Noi ci siamo illusi con i parlamentari di diventare l’istituzione di opposizione ma noi non siamo un’istituzione. Noi siamo entrati in un meccanismo che sapevamo già non fosse congeniale al nostro, noi siamo un movimento dal basso, quelli sono i politici verticistici ed infatti ci trattano così come se io decidessi tutto e per tutti, decidessi le liste, decidessi chi va in parlamento, decidessi chi va fuori, io faccio osservare quella quattro regole, ci vuole qualcuno che faccia osservare le regole perché adesso in un momento così entra chiunque dentro. Non abbiamo ancora capito che abbiamo già vinto la nostra rivoluzione, l’abbiamo già vinta sono scomparsi i partiti. Noi avevamo vinto le politiche, se non avevamo questo presidente della repubblica”.

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