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Quirinale, sfuma il sogno di Giancarlo Magalli

Quirinale, sfuma il sogno di Giancarlo Magalli

magalliWebRadio Station – In attesa dell’elezione del vero Presidente, lui è già salito al Colle. Il popolo del web ha incoronato Giancarlo Magalli e lo ha scelto come nuovo Capo dello Stato. Anche se i grandi elettori non lo hanno preso in considerazione: i voti dispersi oggi alla prima votazione sono stati 48 e tra questi c’era anche quello di Giancarlo Magalli, che come Sabrina Ferilli e Antonio Razzi però non hanno superato i due voti.

La boutade virtuale è diventata show quando il presentatore tv (che negli ultimi giorni è stato acclamato sui social) è giunto in piazza del Quirinale mentre era in corso il voto in Parlamento. Decine di giovani, entusiasti degli oltre centomila contatti (dicono) raggiunti dal gruppo Facebook che fa il suo nome per il Quirinale, hanno messo in scena davanti alla piazza un flash mob con bandiere tricolori, il canto dell’Inno e le maschere di Magalli.

Poi è arrivato lo showman in persona ed è cominciata una festa goliardica: «Giancarlo uno di noi» e «Chi non salta Pippo Baudo è», sono stati alcuni dei cori dei ragazzi, che hanno preso in spalla per qualche secondo il presentatore. «Non ho organizzato il flash mob, ma sono passato per salutare e ringraziare questi ragazzi – ha detto Magalli – mi sembra un segno di simpatia e di rispetto nei confronti delle istanze, serie, che rappresentano. Sono giovani che guardano al loro futuro, lo fanno con il sorriso, quindi vanno rispettati».

Per il conduttore televisivo si tratta anche di un messaggio molto serio: «La mia candidatura è sicuramente un simbolo contro la nomenclatura, segno che i giovani non si vedono rappresentati dalla vecchia classe politica». Magalli fa anche i suoi nomi: «secondo me Mattarella è un buon candidato ed avrei visto bene anche Walter Veltroni, che conosco da tempo. Napolitano è stato un buon presidente, ma è stato accusato di aver nominato premier persone come Monti e Letta senza passare per le elezioni. Ma gli stessi partiti che lo accusano, se fossero andati alle elezioni sarebbero spariti».

Non sono mancate le battute: «Se mi votano? La prima cosa che farei sarebbe andarmene, perché non sarei proprio in grado di fare il presidente. Al massimo prenderò cinque o sei voti comunque. I corazzieri? Li sostituirei con il coro dell’Antoniano», scherza ancora. Poi, tra coriandoli e bandiere, Magalli ha lasciato la piazza sotto una pioggia battente. Ma non ha evitato l’ultima gag prima di andare via: è salito appoggiandosi al tettuccio del taxi, ha detto facendo il verso a Berlusconi: «Ecco anche la svolta del predellino!».

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