Ray-Ban in offerta a 19 euro, attenti alla truffa su Facebook | WebRadio Station

Ray-Ban in offerta a 19 euro, attenti alla truffa su Facebook

Ray-Ban in offerta a 19 euro, attenti alla truffa su Facebook

occhialiWebRadio Station – Occhiali griffati Ray-Ban al prezzo stracciato di 19 euro. L’offerta che circola su Facebook è decisamente allettante, peccato che sia una truffa. A mettere in guardia le potenziali vittime che si vedono comparire in bacheca l’annuncio acchiappa-clic è la Polizia di Stato dal suo profilo Facebook ufficiale “Una vita da social”. Nel lungo post si spiega come riconoscere la truffa, che tra l’altro è arricchita con lo “scopo benefico” a cui dovrebbe essere devoluta metà dell’importo della vendita. Tutto falso, si legge nel post, si tratta di un virus che ha già mietuto molte vittime e che ha lo scopo, non appena appena si effettua la transazione per acquistare gli occhiali, di clonare il numero della carta di credito.

Scrive la polizia postale: “L’offerta Ray-Ban promossa su Facebook sembra un’operazione di beneficenza ma nasconde una truffa. Ecco come funziona e come difendersi. L’annuncio sponsorizza Ray-Ban a 19,99 euro. Già di per sé allettante come proposta. Ma non solo: metà dell’importo, si legge, sarà devoluto in beneficenza. Quale migliore occasione per risparmiare e fare del bene al tempo stesso? Cliccando sul banner pubblicitario, infatti, si attiva un virus che “invita” la lista dei contatti e fare lo stesso”. Qua si nasconde la truffa, mette in guardia la polizia: “Non appena si effettua la transazione per acquistare gli occhiali, il numero di carta di credito viene clonato. Cosa fare se per sbaglio avete cliccato l’offerta Ray Ban? Prima di tutto si deve cambiare la password Facebook. Se si naviga da cellulare inoltre è consigliabile controllare l’elenco delle applicazione per verificare che non ce ne siano alcune non richieste. Vanno inoltre controllate immediatamente le transazioni della carta di credito. In caso di movimenti sospetti contattare la polizia postale per la denuncia”.

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